La carie sottogengivale è una lesione cariosa che si forma sulla superficie della radice del dente, al di sotto del margine gengivale. Si sviluppa in un’area normalmente protetta dalla gengiva, il che la rende invisibile a occhio nudo e spesso asintomatica nelle fasi iniziali. Per questo motivo viene diagnosticata tardi, quando il danno è già avanzato.
È anche chiamata carie radicolare o carie del colletto, a seconda della posizione esatta rispetto alla giunzione smalto-cemento. A differenza delle carie coronali, che aggrediscono lo smalto nella parte visibile del dente, questa tipologia attacca il cemento radicolare e la dentina, tessuti molto più porosi e vulnerabili all’azione batterica.
Riconoscere i segnali in tempo e capire come si cura fa una differenza concreta: sul numero di sedute necessarie, sulla complessità del trattamento e, spesso, sulla possibilità di salvare il dente.
Carie sottogengivale • informazioni utili
Segnale principale
Spesso asintomatica nelle fasi iniziali
Diagnosi
Sondaggio + radiografia + telecamera intraorale
Trattamento
Da 1 seduta (otturazione) a più sedute (terapia canalare)
Costo medio
Variabile in base alla complessità del caso
Dove
Dentisti Cutrera
Vittoria: Via XX Settembre, 271 A.ter
Gela: Via Venezia, 109
Cos’è la carie sottogengivale
La carie sottogengivale è una forma di carie dentale che si sviluppa al di sotto del bordo della gengiva, nella zona cervicale del dente o direttamente sul cemento radicolare. Colpisce la parte del dente normalmente nascosta dal tessuto gengivale, quella che non si vede guardandosi allo specchio e che non è raggiunta dallo spazzolino con le tecniche di igiene domestica standard.
Il cemento radicolare, a differenza dello smalto coronale, è un tessuto sottile e privo di mineralizzazione elevata. Questo lo rende molto più vulnerabile all’azione degli acidi batterici: la carie progredisce più in profondità e più in fretta rispetto a quanto accade sulle superfici visibili.
La terminologia usata in letteratura e nella pratica clinica può creare confusione. I termini carie sottogengivale, carie radicolare e carie del colletto indicano condizioni strettamente collegate ma non identiche.
Il termine carie radicolare è il più ampio: comprende tutte le lesioni che coinvolgono la radice del dente, sia sopra che sotto il margine gengivale. Quella sottogengivale si trova specificamente al di sotto di quel margine. Il colletto, invece, indica la zona di giunzione tra smalto e cemento, che può trovarsi a livello gengivale o leggermente al di sotto: quando la lesione interessa questa zona si parla di carie del colletto.
Nella pratica, queste distinzioni hanno rilevanza diagnostica e terapeutica: la posizione esatta della lesione determina l’accessibilità durante il trattamento e, in alcuni casi, la necessità di un piccolo intervento sul margine gengivale prima di procedere con l’otturazione.

Carie sottogengivale sintomi: i segnali da conoscere
La difficoltà principale con questa tipologia di carie è che i sintomi arrivano in ritardo rispetto alla progressione della lesione. Il danno avanza in silenzio, e quando il paziente inizia a percepire qualcosa, la carie è spesso già in fase intermedia o avanzata.
Sintomi nelle fasi iniziali (spesso assenti)
Nelle fasi iniziali, la carie sottogengivale è quasi sempre asintomatica. La lesione è confinata al cemento radicolare superficiale e non ha ancora raggiunto la dentina in profondità. Il paziente non avverte dolore, non percepisce sensibilità e non nota nulla di anomalo. L’unico modo per individuarla in questa fase è una visita di controllo con strumentazione diagnostica adeguata: sondaggio parodontale, radiografia endorale o telecamera intraorale.
Qualche segnale precoce, comunque, può comparire:
- Piccola sensibilità localizzata al freddo o ai cibi dolci, diversa dalla sensibilità diffusa tipica dell’ipersensibilità dentinale: interessa un solo dente e tende a persistere qualche secondo dopo la rimozione dello stimolo.
- Gengiva leggermente gonfia o arrossata in un punto preciso, senza una causa apparente come trauma o accumulo di tartaro visibile. È la risposta infiammatoria del tessuto alla presenza batterica nelle vicinanze.
- Sensazione di ruvidità o di piccola depressione alla base del dente, percepita passando la lingua. Non è sempre presente, ma nei casi in cui la gengiva si è già leggermente ritirata è uno dei primi segnali rilevabili autonomamente.
Sintomi nelle fasi avanzate
Quando la carie ha raggiunto la dentina o si avvicina alla polpa, i segnali diventano più chiari e più frequenti:
- Sensibilità intensa al freddo, al caldo e ai cibi dolci, che dura più a lungo rispetto a una normale ipersensibilità transitoria. La dentina esposta amplifica la trasmissione degli stimoli verso la polpa.
- Dolore alla masticazione, in particolare mordendo su quel lato della bocca o su cibi di consistenza dura. Non è sempre costante: può essere intermittente e portare il paziente a evitare istintivamente di masticare da quella parte.
- Alito cattivo persistente nonostante una corretta igiene orale, causato dalla proliferazione batterica nella lesione cariosa e dalla degradazione dei tessuti dentali.
- Scolorimento localizzato alla base del dente, visibile solo in alcuni casi in cui la gengiva si è già ritirata: la zona interessata appare più scura, tendente al giallo-marrone.
Quando il sintomo diventa urgente
Alcuni segnali richiedono una valutazione in tempi brevi, senza rimandare:
- Dolore spontaneo, pulsante, che compare senza stimolo esterno e tende a peggiorare di notte o in posizione sdraiata. Questo tipo di dolore indica quasi sempre un coinvolgimento della polpa dentale, che richiede terapia canalare.
- Gonfiore della gengiva con fuoriuscita di pus, febbre o sensazione di pressione locale. Sono i segnali di un ascesso in formazione, una complicanza che richiede trattamento immediato.
- Dolore che si irradia verso la mascella, la tempia o l’orecchio. Può indicare un’infiammazione avanzata dei tessuti periradicolari.
Se stai vivendo uno di questi segnali, contatta lo studio senza attendere. Nella pagina dedicata alle urgenze dentali a Gela e Vittoria trovi le indicazioni per raggiungere il team Cutrera anche fuori dai normali orari di apertura.
Come si cura la carie sottogengivale
Il trattamento dipende da due variabili: lo stadio in cui viene individuata la lesione e la sua posizione esatta rispetto al margine gengivale. Non esiste un protocollo unico: ogni caso richiede una valutazione clinica precisa.
Accesso alla lesione
Prima di qualsiasi trattamento conservativo, il clinico deve poter raggiungere la lesione in modo pulito e asciutto. Quando la carie si trova molto al di sotto del margine gengivale, il tessuto molle ostruisce l’accesso e rende impossibile un’otturazione corretta. In questi casi si ricorre alla retrazione gengivale temporanea con filo o a una piccola procedure chirurgica di allungamento della corona clinica, che sposta il margine gengivale verso il basso di pochi millimetri per esporre la lesione.
Trattamento conservativo (fasi iniziali e intermedie)
Quando la lesione è superficiale o ha interessato la dentina senza raggiungere la polpa, il trattamento è una ricostruzione diretta in composito o con vetroionomero. Il vetroionomero viene preferito nelle zone sottogengivali perché rilascia fluoro nel tempo e aderisce in condizioni di maggiore umidità, caratteristica importante in una zona difficile da mantenere completamente asciutta durante il lavoro.
Nel nostro studio utilizziamo l’ozonoterapia come supporto nella decontaminazione batterica prima delle ricostruzioni: l’ozono applicato sulla lesione riduce il carico batterico senza rimuovere tessuto sano, rendendo il trattamento più conservativo e migliorando la longevità della ricostruzione.
Terapia canalare (fasi avanzate)
Se la carie ha già raggiunto la polpa o la polpa è già necrotica, è necessaria la devitalizzazione. Il canale radicolare viene svuotato, decontaminato e sigillato. Successivamente il dente viene ricostruito con un perno in fibra di vetro e una corona protesica o un’otturazione, a seconda della struttura dentale residua.
Estrazione e impianto (casi non recuperabili)
Quando la lesione ha distrutto una quota eccessiva della struttura radicolare o ha causato un riassorbimento osseo importante, il dente non è più recuperabile e va estratto. In questi casi, una volta guarito il sito, si valuta il posizionamento di un impianto dentale. È una soluzione stabile e definitiva, ma che avremmo evitato con una diagnosi precoce.
Ogni trattamento al nostro studio inizia con l’applicazione dell’anestetico topico preparato da una farmacia specializzata di Padova: in oltre il 90% dei casi i pazienti non avvertono la puntura dell’anestesia. Per chi ha ansia elevata è disponibile la sedazione cosciente, che permette di affrontare l’intera seduta in modo rilassato senza perdere la lucidità.
Perché si forma e come prevenirla
La carie sottogengivale non si forma per caso. Ci sono condizioni che la favoriscono in modo diretto e identificabile.
Le cause principali
La recessione gengivale è la condizione più frequentemente associata: quando la gengiva si abbassa ed espone la radice del dente, quella superficie diventa accessibile ai batteri e priva della protezione dello smalto. Puoi approfondire cause e trattamento nella nostra guida sulla recessione gengivale a Gela e Vittoria.
La parodontite è strettamente collegata: la distruzione dei tessuti di sostegno del dente espone progressivamente la radice all’ambiente orale. Chi soffre di malattia parodontale ha un rischio significativamente più alto di sviluppare carie radicolari.
Le vecchie corone o ricostruzioni con margini non perfettamente adattati lasciano microspazi tra il manufatto e il dente naturale: in questi interstizi i batteri si moltiplicano indisturbati, dando origine a carie recidivanti spesso difficili da individuare.
La xerostomia, cioè la secchezza della bocca, elimina l’azione protettiva della saliva, che in condizioni normali tampona gli acidi e favorisce la rimineralizzazione. È una condizione frequente in chi assume farmaci antipertensivi, antidepressivi, antistaminici o diuretici.
L’igiene orale insufficiente nella zona cervicale completa il quadro. Spazzolare con tecnica scorretta o usare uno spazzolino con setole troppo dure può anche causare recessione nel tempo, creando il presupposto per la carie sottogengivale stessa.
Come prevenirla
Il programma di igiene professionale GBT (Guided Biofilm Therapy) che utilizziamo al nostro studio è uno degli strumenti più efficaci per prevenire la carie sottogengivale: rimuove il biofilm batterico anche nelle zone sottogengivali con un sistema a getto d’acqua e polvere, senza ultrasuoni aggressivi, in modo completo e atraumatico. Puoi trovare maggiori informazioni nella pagina dedicata all’igiene orale a Gela e Vittoria.
A casa, gli accorgimenti più utili sono: spazzolino a setole medie con tecnica circolante, scovolini interdentali adeguati al calibro degli spazi tra i denti, e filo interdentale nelle zone in cui gli scovolini non entrano. Per chi ha già recessioni o porta corone e ricostruzioni, i controlli periodici devono avvenire ogni sei mesi, non ogni anno.
Fonte scientifica
Approfondimento basato sulla letteratura scientifica
Uno studio cross-sezionale pubblicato su PeerJ nel 2023, condotto su 1.076 adulti tra i 35 e i 74 anni, ha identificato età, perdita di attacco parodontale ed esposizione della radice come i tre principali fattori di rischio per la carie radicolare. La prevalenza complessiva nel campione era del 31,9%, con un’incidenza che saliva al 45,1% nei soggetti over 65. I ricercatori sottolineano che nessuno dei partecipanti con carie radicolare attiva aveva visitato il dentista per prevenzione: il 95,9% era arrivato allo studio solo per un trattamento già necessario.
Leggi lo studio su PubMed ↗PeerJ • 2023 • Chen W, Zhu T, Zhang D.
Carie sottogengivale a Gela e Vittoria: come lavoriamo da Dentisti Cutrera
Da Dentisti Cutrera, la diagnosi di una carie sottogengivale non si basa sulla sola visita visiva. Utilizziamo la telecamera intraorale, che proietta in tempo reale le immagini della bocca su un monitor: il paziente vede esattamente quello che vediamo noi, con un ingrandimento che rende visibili anche le lesioni iniziali nelle zone più difficili da raggiungere. Dove necessario, integriamo con radiografie endorali mirate e, nei casi più complessi, con la OPT panoramica.
Il sondaggio parodontale fa parte di ogni visita di controllo: con una sonda calibrata misuriamo la profondità del solco tra gengiva e dente in sei punti per ogni elemento dentario. Questa procedura permette di individuare le zone di attacco parodontale ridotto, cioè proprio quelle aree dove la radice è più esposta e il rischio di carie sottogengivale è più alto.
Quando troviamo una lesione, spieghiamo al paziente cosa è successo, perché si è formata e quali opzioni di trattamento esistono, con tempi e costi chiari prima di iniziare qualsiasi cosa. Nessuna procedura viene avviata senza il consenso informato e la comprensione piena del percorso.
Per i pazienti con ansia da dentista, il Protocollo Antipaura Cutrera ONE TEAM prevede un ambiente privo di odori medicali, personale formato per accompagnare il paziente in ogni fase e l’anestetico topico applicato prima dell’iniezione: nella maggior parte dei casi, la puntura semplicemente non si sente.
Siamo presenti con due sedi in Sicilia sud-orientale: a Vittoria in Via XX Settembre 271 A.ter (tel. 0932 988745) e a Gela in Via Venezia 109 (tel. 0933 925828). Se hai notato uno dei sintomi descritti in questo articolo, prenota una prima visita: prima si interviene, più semplice è il trattamento.
Domande frequenti sulla carie sottogengivale
No. Nelle fasi iniziali è quasi sempre asintomatica. Il dolore compare solo quando la lesione raggiunge la dentina profonda o la polpa.
La carie radicolare è il termine più ampio e comprende tutte le lesioni sulla radice. La carie sottogengivale è quella che si forma specificamente al di sotto del margine gengivale.
Con sondaggio parodontale, radiografia endorale e telecamera intraorale. La sola visita visiva non è sufficiente: la lesione è nascosta dal tessuto gengivale.
La lesione progredisce verso la polpa causando infezione, ascesso e, nei casi più gravi, perdita del dente. Intervenire presto riduce complessità e costi.
Con anestesia locale è indolore. Il sistema GBT che utilizziamo lavora con acqua e polvere, senza ultrasuoni aggressivi, riducendo fastidio e tempi di recupero.
No. Applichiamo prima un anestetico topico farmaceutico: nella maggior parte dei casi i pazienti non avvertono neppure la puntura. È disponibile anche la sedazione cosciente.


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