Malocclusione 2 classe: cos’è, come si riconosce e quali sono le soluzioni

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La malocclusione di seconda classe è una condizione ortodontica in cui i molari superiori si trovano in una posizione più avanzata rispetto a quelli inferiori, con la mandibola arretrata rispetto alla mascella. Viene anche chiamata retrognatismo mandibolare o, nella classificazione introdotta da Edward Angle alla fine dell’Ottocento, Classe II di Angle.

Colpisce circa il 40% dei pazienti con malocclusione diagnosticata e, nella maggior parte dei casi, si manifesta già nell’infanzia. Se non trattata, può causare problemi che vanno ben oltre l’estetica del sorriso: usura precoce dei denti, disturbi all’articolazione temporo-mandibolare, mal di testa ricorrenti e alterazioni posturali.

In questo articolo spiego cos’è la malocclusione dentale di seconda classe, come riconoscerla, perché è importante trattarla e quali sono le opzioni disponibili oggi per bambini e adulti.

Cos’è la malocclusione di seconda classe: la classificazione di Angle

La classificazione delle malocclusioni si basa sul sistema ideato da Edward Angle nel 1899, ancora oggi adottato come riferimento clinico universale. Il sistema si fonda sulla posizione relativa dei primi molari permanenti: nella Classe I i molari superiori e inferiori sono allineati correttamente; nella Classe II i molari superiori sono avanzati rispetto a quelli inferiori; nella Classe III avviene l’opposto.

La malocclusione di Classe II si divide in tre forme clinicamente distinte:

Divisione 1: protrusione degli incisivi superiori

I denti anteriori superiori (incisivi) sono inclinati in avanti, aumentando la distanza orizzontale tra denti superiori e inferiori, quella che in clinica si chiama overjet. È la forma più frequente e spesso visibile a occhio nudo: il labbro inferiore tende a posizionarsi dietro ai denti superiori, creando il caratteristico profilo convesso.

Divisione 2: retroinclinazione con morso profondo

In questo caso i denti anteriori superiori sono inclinati verso l’interno anziché in avanti, ma il morso resta profondo e la mandibola arretrata. L’aspetto esterno può sembrare quasi normale, ma la problematica funzionale è altrettanto seria. È una forma che richiede diagnosi cefalometrica accurata per non essere sottovalutata.

Seconda classe scheletrica: quando il problema è nelle ossa

La seconda classe scheletrica è la forma più complessa: il disallineamento non riguarda solo la posizione dei denti ma la struttura ossea del viso. La mandibola è strutturalmente più piccola o arretrata rispetto alla mascella superiore, oppure la mascella è troppo in avanti. In questi casi il trattamento ortodontico da solo non è sufficiente e, negli adulti, spesso si rende necessaria la chirurgia ortognatica.

Come si riconosce: sintomi e segnali da non ignorare

La malocclusione di seconda classe si manifesta con segni che coinvolgono non solo la bocca ma spesso tutto il sistema cranio-mandibolare. I segnali più frequenti sono:

difficoltà a mordere con i denti anteriori, soprattutto cibi duri come una mela intera; labbro inferiore che si posiziona spontaneamente dietro ai denti superiori; tensione muscolare alla mandibola, alle tempie o al collo; click o scricchiolii quando si apre e chiude la bocca, che indicano un coinvolgimento dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM); mal di testa ricorrenti di tipo tensivo; in alcuni casi, disturbi del sonno e russamento legati alla posizione arretrata della mandibola.

Non tutti questi sintomi compaiono insieme. In molti adulti la malocclusione è presente da anni senza che nessuno l’abbia mai nominata chiaramente: erano stati etichettati come “denti un po’ storti” senza una diagnosi specifica. Una valutazione clinica con cefalometria e scanner intraorale è l’unico modo per avere un quadro preciso.

Illustrazione Classificazione di Angle: le quattro forme di malocclusione dentale a confronto

Le cause della malocclusione dentale di seconda classe

Le cause sono spesso una combinazione di fattori genetici e ambientali:

  • Predisposizione familiare. La forma e la posizione delle ossa mascellari si tramandano geneticamente. Se uno o entrambi i genitori hanno una seconda classe, la probabilità che si manifesti anche nei figli è significativamente più alta.
  • Abitudini orali nell’infanzia. Succhiare il pollice oltre i 3-4 anni, usare il ciuccio per troppo tempo o respirare prevalentemente dalla bocca sono fattori che interferiscono con il corretto sviluppo della mandibola, spingendola verso una posizione più arretrata.
  • Perdita precoce dei denti da latte. Quando un dente da latte viene perso troppo presto, i denti adiacenti si spostano, alterando lo spazio disponibile per i denti permanenti e modificando la relazione tra le arcate.
  • Discrepanze scheletriche primarie. In alcuni casi il problema è strutturale fin dalla nascita: la mandibola non cresce quanto dovrebbe, o la mascella superiore si sviluppa in eccesso. Questi casi richiedono un intervento precoce in età pediatrica o, se diagnosticati tardi, un approccio combinato ortodontico-chirurgico.

Le conseguenze di una malocclusione non trattata

Una malocclusione di seconda classe lasciata senza trattamento non rimane stabile nel tempo: in genere tende a peggiorare, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze sistemiche.

L’usura precoce è tra le prime conseguenze: i denti che non mordono nella posizione corretta vengono sollecitati in modo asimmetrico, consumandosi più rapidamente. L’infiammazione gengivale e la perdita ossea parodontale sono più frequenti perché i denti mal posizionati sono più difficili da pulire correttamente, con accumulo di placca in zone difficili da raggiungere. Puoi approfondire questo aspetto leggendo la nostra guida sulla recessione gengivale, perché i problemi occlusali e parodontali si intrecciano spesso.

Sul piano muscolare e articolare, una mandibola cronicamente arretrata può sovraccaricare l’articolazione temporo-mandibolare, generando disturbi gnatologici come dolori mandibolari, cefalee tensive, acufeni e alterazioni posturali cervicali. Nelle forme più avanzate questo coinvolgimento richiede una valutazione specialistica di gnatologia parallela al trattamento ortodontico.

Bite occlusale trasparente su misura per il trattamento gnatologico della malocclusione di seconda classe

Trattamento: le opzioni disponibili per bambini e adulti

Le opzioni di trattamento dipendono dall’età del paziente, dalla gravità della malocclusione e dalla sua natura (dentale o scheletrica). Non esiste un percorso uguale per tutti.

In fase di crescita: apparecchi funzionali e terapia precoce

Nei bambini e negli adolescenti, quando la crescita ossea non è ancora completata, è possibile guidare lo sviluppo mandibolare con apparecchi funzionali: dispositivi rimovibili o fissi che mantengono la mandibola in una posizione avanzata, stimolando la crescita del condilo nella direzione corretta.

Gli apparecchi più utilizzati in questa fase sono il Twin Block, il Bionator, il Forsus e la trazione extraorale. L’intervento precoce, tra i 6 e i 10 anni, è quello con i risultati più stabili e duraturi nel tempo, perché sfrutta la plasticità ossea tipica dell’accrescimento.

Fonte scientifica

Approfondimento basato sulla letteratura scientifica

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Orofacial Orthopedics (2026) ha analizzato 90 studi su oltre 3.000 pazienti trattati con apparecchi funzionali per la malocclusione di seconda classe. Lo studio ha confrontato l’efficienza di diversi dispositivi, evidenziando che il Twin Block raggiunge il tasso di avanzamento mandibolare più elevato tra gli apparecchi rimovibili (0,46 mm/mese), mentre il Forsus ottiene i risultati migliori tra quelli fissi (0,41 mm/mese). I dati confermano che la scelta dell’apparecchio deve essere personalizzata in base all’età, alla gravità della discrepanza e alla compliance del paziente.

Leggi lo studio su PubMed ↗

Journal of Orofacial Orthopedics • 2026 • PMID: 40208272

Negli adulti: ortodonzia fissa, allineatori e approccio combinato

Negli adulti la crescita ossea è terminata, quindi il trattamento si concentra sulla posizione dei denti piuttosto che sullo sviluppo scheletrico. Le opzioni principali sono due: l’apparecchio fisso tradizionale con brackets (metallici, in ceramica o in zirconio) e gli allineatori trasparenti.

Gli allineatori invisibili, come quelli offerti negli studi Dentisti Cutrera a Gela e Vittoria, sono particolarmente indicati per gli adulti che preferiscono una soluzione discreta e rimovibile. Permettono di correggere malocclusioni di entità moderata senza brackets in bocca, con la possibilità di vedere la simulazione del risultato prima di iniziare il trattamento.

Per quanto riguarda la nostra ortodonzia a Gela e Vittoria, ogni caso viene analizzato con scanner intraorale, fotografie standardizzate e tracciato cefalometrico proiettato su grande schermo: il paziente vede la propria diagnosi in tempo reale e capisce esattamente la situazione prima che venga proposto qualsiasi trattamento.

Quando è necessaria la chirurgia ortognatica

Nelle seconde classi scheletriche importanti, in cui il disallineamento dipende dalle strutture ossee e non dai soli denti, l’ortodonzia non è sufficiente a correggere il problema in modo stabile. In questi casi si valuta un intervento di chirurgia ortognatica, che riposiziona chirurgicamente la mandibola (e in alcuni casi anche la mascella) nella corretta relazione spaziale.

Il percorso prevede una fase di ortodonzia pre-chirurgica con apparecchio fisso, l’intervento vero e proprio eseguito da un chirurgo maxillo-facciale, e una fase di ortodonzia di rifinitura post-operatoria. I risultati sono permanenti e risolvono sia la componente estetica che quella funzionale.

Il ruolo della gnatologia: ATM, bite e postura

Quando la malocclusione di seconda classe ha già generato sintomi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, il trattamento ortodontico va affiancato da una valutazione gnatologica dedicata. Il bite, una placca in resina realizzata su misura, è lo strumento più utilizzato per decomprimere l’ATM, ridurre le tensioni muscolari e creare le condizioni ottimali per iniziare il trattamento ortodontico in un sistema muscolare più rilassato.

In alcuni pazienti il bite precede di qualche settimana l’inizio dell’ortodonzia vera e propria; in altri viene utilizzato in parallelo per mantenere il comfort articolare durante il trattamento.

Come valutiamo la malocclusione di seconda classe a Gela e Vittoria

Nei nostri studi dentistici di Gela e Vittoria il percorso diagnostico per la malocclusione di 2 classe prevede una sequenza precisa: ortopanoramica digitale, scanner intraorale con ricostruzione 3D delle arcate, tracciato cefalometrico proiettato su grande schermo. In quella stessa seduta il paziente vede la propria diagnosi, capisce le discrepanze tra le arcate e riceve già una stima dei tempi e delle opzioni.

Non separiamo mai la valutazione gnatologica da quella ortodontica: il Dott. Vincenzo Cutrera, specialista in Ortognatodonzia e Gnatologia con 50 anni di esperienza clinica, è il riferimento per i casi di seconda classe complessa, inclusi quelli con coinvolgimento dell’ATM o indicazione chirurgica.

Quando prenotare una visita gnatologica

Non esiste un momento sbagliato per occuparsi di una malocclusione di seconda classe. Se sei adulto e non hai mai ricevuto una diagnosi chiara, o se hai già denti consumati, tensioni mandibolari frequenti o mal di testa che non riesci a spiegare, una valutazione ortodontica e gnatologica integrata è il primo passo concreto.

Se hai un figlio tra i 5 e i 10 anni con labbro inferiore che tende a posizionarsi dietro ai denti superiori, o con difficoltà a mordere correttamente, non aspettare: l’intervento precoce in fase di crescita è quello con i risultati più stabili e con i tempi di trattamento più brevi.

Domande frequenti sulla malocclusione di seconda classe

È una condizione ortodontica in cui i molari superiori sono avanzati rispetto agli inferiori, con la mandibola arretrata. Colpisce circa il 40% dei pazienti con malocclusione.

Denti superiori sporgenti, difficoltà a mordere, labbro inferiore dietro ai denti, tensione mandibolare, click all’ATM, mal di testa ricorrenti e, in alcuni casi, disturbi del sonno.

Sì. Negli adulti si utilizzano apparecchi fissi o allineatori trasparenti per la componente dentale; nelle forme scheletriche importanti può essere necessaria la chirurgia ortognatica.

Generalmente sì. Le conseguenze tendono ad aggravarsi: usura dentale, problemi all’ATM, tensioni muscolari e alterazioni posturali si accentuano nel tempo se la condizione non viene trattata.

In fase di crescita, con apparecchi funzionali, da 12 a 24 mesi. Negli adulti, con ortodonzia fissa o allineatori, da 18 a 30 mesi. I casi chirurgici richiedono tempi più lunghi.

Con scanner intraorale, cefalometria proiettata in diretta e valutazione gnatologica integrata. Il piano terapeutico viene spiegato al paziente prima di qualsiasi decisione, nelle sedi di Gela e Vittoria.

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